ATTENZIONE A NON FARSI INCANTARE DALLE NUOVE PROPOSTE DEGLI EMITTENTI

28/03/2016

 

Dopo i Crescendo Wedding Cake di Exane, in parte copiati da Unicredit coi cash collect a doppia cedola, cosa ci dobbiamo aspettare?

In parte sono apprezzabili gli spunti operativi che offrono alcune nuove emissioni, anche se poi, andando a vedere nei dettagli, talvolta ci sono certificates tradizionali che sono molto meglio di quelli appena presentati.

E’ un po’ come quando l’Apple presenta l’ennesimo IPhone n. 224 e tutti corrono a comprarlo perché effettivamente vale qualcosa in più dell’IPhone n. 223, ma quel qualcosa in più ce lo fanno pagare molto di più del suo reale valore.

Ma gli Emittenti non sono la Apple…

Probabilmente questi certificates dai nomi più disparati (triste trucchetto per creare solo più confusione a chi non è propriamente esperto, cioè la stragrande maggioranza del pubblico) piacciono al mercato per le loro caratteristiche nuove e creative e hanno un maggior appeal al grande pubblico che non sa far di conto, per cui gli Emittenti su questi strumenti hanno pensato bene di approfittarsene e guadagnare qualcosa in più (tanto i piccoli non se ne accorgono e loro sono moooolto fantasiosi nel confondere i numeri).

Resta il fatto che se prendiamo in mano i numeri e procediamo con dei democratici confronti, la matematica smaschera tutto…

Vi aiuto a seguirmi nel ragionamento con un esempio con due prodotti dello stesso Emittente (Unicredit) entrambi con sottostante il titolo Deutsche Bank:

LA NOVITA’:

CASH COLLECT DOPPIA CEDOLA

Codice Isin: DE000HV4B7S7

Scadenza: 20/4/2018

Quotazione (al 27/03/2017): 101,60

Strike: 15.3467€

Barriera 80% a 12.2774€

Cedola mensile: 0.5% + cedola addizionale dello 0.5% se DBK sopra al 90% dello strike

 

IL CASH COLLECT TRADIZIONALE:

Codice Isin: DE000HV4BYJ6

Scadenza: 15/12/2017

Quotazione (al 27/03/2017): 100.70

Strike: 15, 9402€

Barriera: 75% a 11.5469€

Cedola mensile: 1.3% se DBK sopra barriera

 

Ad occhio, vi sembra più interessante il primo o il secondo?

 

Se non lo capite ad occhio nudo, vi do un aiuto:

  •           se Deutsche Bank sta sopra a circa 13.8€, nel primo caso prendo 1% mensile e nel secondo 1,3% mensile;
  •           se Deutsche Bank sta tra 12.27€ e 13.80€, nel primo caso prendo 0.5% mensile e nel secondo prendo 1.3% mensile;
  •           se Deutsche Bank sta sotto 12.27€ (barriera del primo) ma sopra 11.54€ (barriera del secondo), nel primo non prendo niente e nel secondo prendo ancora la cedola del 1.3% mensile;
  •           solo se Deutsche Bank va sotto ad entrambe le barriere prendo qualcosa in meno sul secondo (il rimborso avviene a circa un 4% in meno)

L’Emittente evidenzia il primo, che sembra anche avere una struttura accattivante, ma nella sua stessa offerta ne troviamo altri migliori.

Questa è la dimostrazione che bisogna sempre confrontare i prodotti che ci sono sul mercato, perché gli Emittenti sono bravi a sottolineare che bella idea hanno avuto, anche se poi spesso e volentieri uno scopre che in realtà è meglio se rimaneva sui vecchi tradizionali prodotti.

Pensate solo a quando alla fine dell’anno scorso ho scritto l’articolo sul certificato emesso da Commerzbank DE000CZ44U27, quello con il cedolone del 22% che aveva lo scopo di recuperare le misnuvalenze del 2012 in scadenza e che ora probabilmente rimborsa 1015 tra quindici giorni, essendo anche Telecom (l’unico titolo che poteva far pensare al non rimborso) sopra lo strike posto a 0.74€.

All’epoca (ottobre 2016) l’unico prodotto concorrente per il recupero delle minus era il FREXA0001273 emesso da Exane, che aveva un cedolone del 10% (e non del 22%!), anche se costava meno sul mercato, ma con autocallable un mese dopo e strike di Telecom posto a 0.869€, per cui difficilmente rimborserà…

Per cui, alla luce dei fatti, chi ha comprato quello di Commerzbank a 1000 in ottobre si troverà ad aprile ad avere guadagnato il 23,5% in sei mesi, mentre chi ha comprato a 920 quello di Exane si è preso la cedola del 10% ed ora si deve accontentare di cedole dello 0.4% mensili ed oggi al massimo può ambire a rivenderlo a circa 955, ma difficilmente può sperare nel rimborso anticipato almeno ancora per diversi mesi, visto che ci sarà anche lo stacco del dividendo di Telecom e la data prima dell’autocallable guarda caso è stata messa proprio a maggio (dopo il dividendo), mentre nel caso di Commerzbank l’autocallable è stata messa appositamente prima dello stacco del dividendo, così da favorirne il rimborso anticipato.

Questi piccoli dettagli fanno una differenza stratosferica, ma non credo che il risparmiatore medio italiano guardi anche le date dell’autocallable in relazione agli stacchi dei dividendi… e gli Emittenti ci vanno a nozze!!!

Io invece sono maniacale in questi calcoli (per vostra fortuna!) e curo ogni singola virgola, che possa determinare il successo o meno di ogni singolo strumento finanziario: gli elementi chiave del certificato devono essere a favore di chi lo compra e non sempre e comunque a favore dell’Emittente.

Ora è arrivato sul mercato un certificato di investimento targato Commerzbank (Isin: DE000CZ44X99) esattamente speculare a quello appena descritto: la cedola è “solo” del 18% (e non del 22% per via delle mutate condizioni del mercato, ossia la bassa volatilità, che è una delle componenti principali del prezzo).

Questo strumento è estremamente valido per recuperare le minusvalenze in scadenza a dicembre del 2017 (c’è da pensarci già adesso, perché quelle del 2013 scadono alla fine di quest’anno!!!) ed è ottimo anche per ottenere buoni rendimenti perché, se andrà nuovamente in porto l’autocallable, si arriverà a prendere un 19.5% in sei mesi; il tutto con uno strumento che è pure difensivo in caso di ribasso del mercato, in quanto la cedola del 18% è come se fosse garantita, avendo un trigger cedola posto al 10% (per cui difficilmente un titolo del paniere potrà perdere il 90% in soli 3 mesi!) ed, una volta incassata, significa che su quel prodotto abbiamo investito 820 (e non 1000) quindi, anche se il mercato dovesse perdere il 20%, potremmo non subire grosse perdite.

Rapporto rischio – rendimento sempre a favore: è l’unico modo per stare sul mercato con costanza. Deve diventare come un mantra!

Di seguito le caratteristiche di questo certificato:

 

Phoenix Worst Of su FCA, Volkswagen, Unicredit e Telecom

Codice Isin: DE000CZ44X99

Scadenza: 29/3/2021

Data di emissione: 7 marzo 2017, con strike fissati il 22 marzo 2017 ed in quotazione dal 24 marzo 2017

Prima cedola: 18%

Cedole successive: trimestrali del 1,5% con trigger cedola all’80%

Barriera a scadenza: al 60%

 

Riporto i dati anche di altri 2 certificates molto interessanti, che definisco “a tema”, ossia studiati appositamente il primo sui titoli americani che ancora oggi vedono gli analisti positivi ed il secondo su titoli industriali europei.

    - Phoenix Worst Of su Apple. Facebook. Nvidia e Tesla

      Codice Isin: DE000CZ44X73

      Scadenza: 24/3/2022

      Data di emissione: 3/03/2017, con strike fissati il 17 marzo 2017 e in quotazione dal 21 marzo 2017

      Cedole mensili: 2.35% con trigger cedola posto all’80%

      Barriera a scadenza: posta al 50%

       

     - Phoenix Worst Of su Fca, Volkswagen, Continental e ArcelorMittal

      Codice Isin: DE000CZ44YF5

      Scadenza: 31/03/22

      Data di emissione: 10/03/2017, con strike fissati il 24 marzo 2017 ed in quotazione dal 28 marzo 2017

      Cedole mensili: 1.77% con trigger cedola posto al 75%

      Barriera a scadenza: posta al 60%

 

Forse è meglio che guardiamo questi passaggi insieme, perché di carne al fuoco ce n’è davvero tanta…

LUNEDI’ 3 APRILE 2017 ORE 18,00: WEBINAR FREE SUL SITO WWW.EDUWEBCERTIFICATES.IT

Se non sei ancora registrato al sito www.eduwebcertificates.it, fallo subito e partecipa al webinar; è sufficiente registrarsi al sito e collegarsi il 3 aprile alle 18 nell’area “webinar”, sarà il primo in alto, seguito dai webinar del passato, di cui rimangono a dimostrazione le registrazioni, perché sono di fatto delle lezioni vere e proprie che potete vedere e rivedere quante volete.

Non dimentichiamo che il 4 aprile sarà l’ultimo giorno dell’aumento di capitale di Deutsche Bank e ci sono delle cosine carine da vedere anche su questa operazione… il webinar è la sera prima apposta… A buon intenditor poche parole…

A lunedì prossimo, puntuali alle 18!

                                                                                                                                                             Giovanni Borsi

                                                                                                                                                             Eduweb Srl

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